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BIOGRAFIA

Nasce a Tesserete il 5 maggio 1951.

Vive e lavora a Carusio, Capriasca.

Si avvicina alla scultura da autodidatta, negli anni ’70, iniziando a scolpire il legno.

All’inizio degli anni ’90 frequenta alcuni corsi presso la Scuola di Scultura “Marmo” di Peccia sotto la guida di Alex Naef.

Da quel momento la pietra diventa la materia prima prediletta per le sue sculture.

Il motivo dominante delle sue opere è la figura umana, specialmente quella femminile, rappresentata attraverso forme lisce e tondeggianti.

 

Esposizioni:

Galleria Poma, Morcote (1996, 1997, 2000)

Arte Europa Reggio 2000, Reggio Emilia (1999)

Arte Europa Parma 2000, Parma (2000)

Immagina, Parma (2001)

Casa comunale, Roveredo Capriasca (2000)

MeArt, Mendrisio (2001, 2003, 2004)

Gudo in Festa, Gudo (2003)

Centro Sportivo Atlantide, Savosa (2005)

Piazzogna Estate, Piazzogna (2005)

Sangalleria, Arcumeggia (VA) (2006)

Pietra e acqua, Parkhotel Delta, Ascona (2008-2012)

Sala multiuso, Camorino (2010)

Mendrisio in Arte, Mendrisio (2013)

Galleria Poma, Morcote (2014, 2015)

Recensioni

..."Sono figure tra il descrittivo e il surreale astratto o quasi astratto: forme lisce, levigate, in marmo rosa o granito o travertino; a volte colore e venature assumono una funzione espressiva, ad esempio segnando un volto, o quasi una maschera. Se dobbiamo riferirci, per le opere di Campana, a qualche modello universale, allora citiamo i volumi massicci ma fluenti di Moore o di Arp. E se invece vogliamo pensare a qualche artista della Svizzera Italiana, arrivano i nomi di Genucchi, o anche di qualche fase dell'attività di Pietro Selmoni. (...) Il suo è un mondo di forme vive in lento movimento: qualcosa di umano e vegetale, denso e affettuoso, dove i "personaggi attendono, respirano, a volte si aprono, più frequentemente si raccolgono con mansuetudine, con dolcezza caparbia e scontrosa gentilezza. Il suo repertorio di forme, o di temi-forme, nella sua compatta coerenza, può anche risultare monotono, o almeno monocorde. Ma è ovvio che le variazioni sul tema sono innumerevoli e imprevedibili attorno al nucleo animatore costante: la pace della natura che continua nella complessità degli istinti e dell'inconscio, e viceversa.".

Giuseppe Curonici, "Comete del Ticino", 23 gennaio 1997 .

... "Una mostra in cui presenta la maturità del suo lavoro, in cui l'indiscussa perizia dell'artigiano riesce a infondere nelle opere un proprio stile, sia di approccio al materiale che di forma. Le sue sculture ben levitate, giocate su forme tonde, si aprono allo scultore così come, metaforicamente, la figura si apre, o si raccoglie su se stessa, in atteggiamenti tipicamente interiori. Si avvertono informazioni della grande scultura di questo secolo e, per rimanere in Ticino, la lezione di Genucchi. Che però Campana sa interpretare con indiscussa perizia.”

Dalmazio Ambrosioni


... "Si tratta per questo giovane e valido scultore della sua prima personale. (...) Non ha mai voluto esporre nonostante le insistenze di artisti e amici entusiasti per l'originalità e la bellezza delle sue sculture. Finalmente si è lasciato convincere a mostrare al pubblico le sue opere che certamente rappresenteranno per molti un'autentica rivelazione.”

"ARTE " Mondadori, dicembre 1996

 ... "La sua produzione appartiene culturalmente al processo europeo di ricerca plastica del ventesimo secolo. Il motivo dominante delle opere presentate è la figura umana, isolata nello spazio da un gioco verticale di forze, oppure unita ad altre "presenze" (Donna con violino oppure Gemelli inseparabili) in abbracci avvolgenti e carichi di plastica tensione. Le opere sono costruite da linee serpentineggianti che avvolgono le figure ammorbidendone e sfilandone i volumi. La sintesi assoluta viene raggiunta da Campana in opere Donna con bambino, scultura che porta con sé una comunanza di valori affettivi che rinsalda il rapporto più volte indagato fra madre e figlio.”.

Simona Ostinelli, CdT online 26.2.2000

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